Con te Francesco entriamo in punta di piedi nel creato vivo,
dove il lupo feroce diventa fratello, dove gli uccelli ci danzano intorno felici e liberi, in cui l’albero possente è compagno che sussurra piano con le fronde quando frate Vento soffia leggero tra i rami verdi.
Nostra sorella Terra ci nutre ogni giorno con il suo amore, con
sorella acqua che bagna e lava i nostri piedi stanchi per il lungo cammino. Nostro fratello Sole riscalda i volti con luce che accoglie,
sorella Luna culla le notti silenziose, stellate e belle. La pace placa le liti e trasforma le spade in aratri.
L’oro divide, l’amore unisce. E noi scegliamo la pace che libera le mani dalle armi che possono colpire il fratello. Viviamo la povertà spirituale semplice e liberante, che l’amore divenga il nostro vestito quotidiano, e così prepariamo il pane da dividere con tutti.
La povertà è sposa umile che ci rende forti, custodisce il bosco e il mare e nostra sorella Terra ferita da guerre e ingordigia. Tutti uniti cantiamo con gioia per una terra nuova, abbiamo cura del nostro mondo arido con le nostre mani operose.
Così quando giunga la morte fisica, quieta, come foglia che cade piano sul suolo amico, il corpo si riposi sereno senza rimpianti,
l’anima salga leggera verso frate Sole ridente, sorella Luna e frate Vento si facciano coro antico, povertà e verità ci guidino all’abbraccio immenso, dove l’Assoluto ci accoglie tutti uniti, Francesco vivi in noi per l’eternità della vita vera.

